Negli ultimi giorni una nuova ondata di caldo precoce e anomala sta interessando diverse aree dell’Europa, con effetti evidenti anche in Italia. Non si tratta soltanto di una percezione soggettiva: in alcune zone europee sono stati registrati valori molto superiori alla media stagionale, con record mensili o primaverili battuti in diversi Paesi.
- Nel Regno Unito, ad esempio, il Met Office ha comunicato che il 26 maggio 2026 Kew Gardens, a Londra, ha raggiunto provvisoriamente 35,1 °C, superando il record di maggio e quello della primavera meteorologica già battuti il giorno precedente; il precedente record era di 32,8 °C, registrato nel 1922 e nel 1944.
- In Francia e Spagna, secondo le cronache meteorologiche europee, sono stati osservati valori localmente superiori di 10-13 °C rispetto alle medie del periodo, con picchi fino a circa 37 °C in Francia sud-occidentale e valori prossimi ai 38-40 °C in alcune aree della Spagna.
- In Italia, la stessa fase calda ha contribuito anche a criticità infrastrutturali: a Torino, Reuters ha segnalato blackout legati allo stress termico della rete elettrica durante una fase di caldo precoce, con temperature previste fino a 32 °C.
È importante precisare che per calcolare medie definitive e confronti completi rispetto agli archivi storici mensili occorre attendere i bilanci ufficiali dei servizi climatici, come Copernicus Climate Change Service. Tuttavia, i dati già disponibili indicano un contesto europeo molto caldo: marzo 2026 è stato il secondo marzo più caldo mai registrato sulle terre europee, con una temperatura media di 5,88 °C, pari a +2,27 °C rispetto alla media 1991-2020; aprile 2026, pur con forti contrasti regionali, è risultato il decimo aprile più caldo in Europa, con +0,50 °C rispetto alla media 1991-2020.
Perché il caldo aumenta in primavera e in estate
Il caldo stagionale dipende prima di tutto dall’inclinazione dell’asse terrestre. Durante la primavera e l’estate dell’emisfero nord, il Sole resta più a lungo sopra l’orizzonte e i suoi raggi arrivano con un angolo più diretto. Questo aumenta l’energia ricevuta dal suolo, dall’aria e dalle superfici urbane. A questo meccanismo astronomico di base si aggiungono fattori meteorologici. Le ondate di caldo si verificano spesso quando un’area di alta pressione rimane stabile per diversi giorni, limita il rimescolamento dell’aria, riduce la nuvolosità e favorisce l’accumulo di calore. In alcune situazioni si parla di “cupola di calore”: l’aria calda resta compressa e intrappolata, mentre masse d’aria provenienti da regioni più calde possono spingersi verso l’Europa occidentale e mediterranea. Nelle città il problema può essere amplificato dall’isola di calore urbana: asfalto, cemento, traffico, edifici e scarsa ventilazione trattengono calore durante il giorno e lo rilasciano lentamente di notte. Per questo le notti molto calde sono particolarmente importanti dal punto di vista sanitario: se la temperatura notturna non scende, il corpo recupera meno e lo stress termico si accumula.
Perché il caldo può essere un rischio per la salute
Il corpo umano mantiene la temperatura interna entro limiti abbastanza stretti. Quando l’ambiente esterno è molto caldo, l’organismo disperde calore attraverso la sudorazione, la vasodilatazione cutanea e l’aumento del lavoro cardiovascolare. Se l’umidità è elevata, il sudore evapora meno facilmente e il raffreddamento diventa meno efficace. Secondo l’OMS, gli estremi di calore possono peggiorare condizioni croniche cardiovascolari, respiratorie, metaboliche e mentali; possono inoltre favorire danno renale acuto, esaurimento da calore e colpo di calore. Il problema non riguarda solo il classico “malore da caldo”: molte morti correlate al caldo avvengono perché le alte temperature aggravano patologie già presenti, aumentando il carico su cuore, reni, polmoni e sistema nervoso. Il caldo può causare disidratazione, abbassamento della pressione, confusione, crampi, peggioramento dello scompenso cardiaco, aumento del rischio di eventi cardiovascolari e difficoltà respiratorie nei soggetti predisposti. Nei casi più gravi può comparire il colpo di calore, una condizione urgente caratterizzata da temperatura corporea elevata, alterazione dello stato mentale, cute molto calda, debolezza intensa, possibile perdita di coscienza.
Le ricerche mediche più recenti sul caldo in Europa
Negli ultimi anni diversi studi hanno quantificato l’impatto sanitario delle ondate di calore in Europa. Uno studio pubblicato su Nature Medicine nel 2023 ha stimato 61.672 morti correlate al caldo in Europa tra il 30 maggio e il 4 settembre 2022, analizzando dati di mortalità Eurostat relativi a 823 regioni in 35 Paesi europei.
Un successivo studio pubblicato su Nature Medicine nel 2024 ha stimato 47.690 morti correlate al caldo durante l’estate 2023, definita la seconda più rilevante per carico di mortalità nel periodo analizzato dagli autori. Un aggiornamento comunicato da ISGlobal nel 2025 ha stimato circa 62.700 morti associate al caldo nell’estate 2024 e oltre 181.000 decessi correlati al caldo nelle estati europee 2022, 2023 e 2024 considerate insieme.
Il rapporto europeo 2024 del Lancet Countdown on Health and Climate Change ha inoltre riportato un aumento stimato dei decessi correlati al caldo in gran parte d’Europa, con un incremento medio di 17,2 morti per 100.000 abitanti confrontando i periodi 2003-2012 e 2013-2022.
Un altro studio pubblicato su Nature Medicine nel 2025 ha valutato il possibile impatto futuro di caldo e freddo in 854 aree urbane europee. Il messaggio generale è che, con l’aumento delle temperature e l’invecchiamento della popolazione, il rischio sanitario da caldo nelle città europee potrebbe diventare sempre più rilevante, soprattutto nelle aree meridionali e mediterranee.
Per chi il caldo è più pericoloso
Il caldo può essere rischioso per tutti, ma alcune persone sono più vulnerabili. Tra queste rientrano gli anziani, i bambini piccoli, le donne in gravidanza, le persone con malattie cardiovascolari, respiratorie, renali, neurologiche, metaboliche o psichiatriche, chi assume farmaci che possono interferire con idratazione, pressione arteriosa, sudorazione o termoregolazione, i lavoratori all’aperto, gli sportivi, le persone socialmente isolate e chi vive in abitazioni molto calde o poco ventilate.
L’Agenzia Europea dell’Ambiente ricorda che l’esposizione prolungata a calore estremo può provocare disidratazione, colpo di calore e peggioramento di condizioni preesistenti, con particolare attenzione ad anziani, bambini e persone con malattie cardiache, renali, respiratorie o problemi di salute mentale. Anche ISPRA sottolinea che gli effetti delle alte temperature sulla mortalità possono comparire nel breve periodo, spesso entro uno-tre giorni, e colpiscono soprattutto anziani e persone con patologie croniche, in particolare cardiovascolari e respiratorie.
Come proteggersi durante un’ondata di caldo
- Durante le giornate molto calde è utile ridurre l’esposizione nelle ore centrali;
- evitare sforzi intensi tra tarda mattinata e pomeriggio;
- bere acqua con regolarità;
- indossare abiti leggeri e traspiranti;
- usare cappello e occhiali da sole all’aperto;
- cercare ambienti freschi e ventilati;
- in casa conviene schermare le finestre esposte al sole;
- arieggiare nelle ore più fresche;
- limitare l’uso di forno e fornelli;
- usare ventilatore o climatizzatore in modo prudente.
L’OMS sintetizza le azioni principali in quattro direzioni:
- ridurre l’esposizione al caldo
- comunicare bene il rischio
- proteggere in modo particolare i gruppi vulnerabili
- riconoscere precocemente i disturbi da calore.
In Italia esiste anche un sistema di sorveglianza e allerta caldo, con bollettini città-specifici basati sulla relazione tra temperatura e mortalità e sulle masse d’aria associate a un aumento del rischio sanitario. Un punto spesso sottovalutato è il controllo delle persone fragili. Durante le ondate di caldo, una telefonata o una visita a un anziano solo, a una persona malata o a chi vive in una casa molto calda può avere un valore concreto di prevenzione. Il caldo, infatti, diventa più pericoloso quando si combina con isolamento sociale, ridotta autonomia, scarsa idratazione e difficoltà a percepire o comunicare i primi sintomi.
Quando preoccuparsi
Bisogna prestare attenzione a sintomi come sete intensa, debolezza marcata, vertigini, crampi, nausea, mal di testa, confusione, sonnolenza insolita, pelle molto calda, peggioramento di affanno o dolore toracico. La presenza di confusione, perdita di coscienza, temperatura corporea molto elevata o peggioramento rapido delle condizioni generali richiede assistenza urgente: queste le indicazioni dalle fonti consultate. In caso di patologie croniche o terapie farmacologiche importanti, è prudente chiedere al medico indicazioni personalizzate prima dell’estate o durante una fase di allerta, soprattutto se la persona è anziana, fragile o ha avuto episodi precedenti di disidratazione, ipotensione, insufficienza renale, scompenso cardiaco o broncopneumopatia.
Fonti principali consultate
- Ballester J. et al., Heat-related mortality in Europe during the summer of 2022, Nature Medicine, 2023
- Gallo E. et al., Heat-related mortality in Europe during 2023 and the role of adaptation in protecting health, Nature Medicine, 2024
- Masselot P. et al., Estimating future heat-related and cold-related mortality under climate change, demographic and adaptation scenarios in 854 European cities, Nature Medicine, 2025
- The Lancet Countdown in Europe – 2024 report on health and climate change
- Copernicus Climate Change Service – dati mensili temperatura Europa marzo e aprile 2026
- World Meteorological Organization / Copernicus – European State of the Climate 2025
- World Health Organization – Heat and health; Heatwaves in the WHO European Region
- European Environment Agency – Heat and health impacts in Europe
- ISPRA – Heatwaves and mortality
- Met Office – May 2026 UK spring temperature records
- Reuters – Italy heatwave and Turin blackouts, 2026
Last Updated on 2 giorni ago by Francesco Faraoni
Francesco Faraoni
Laureato in Tecniche di Laboratorio Biomedico, è autore di contenuti divulgativi su salute, cultura scientifica, benessere e stili di vita.



