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Sangue occulto nelle feci: cos’è, a cosa serve e cosa può indicare

Avatar di Francesco Faraoni Francesco Faraoni7 giorni ago13 min

La ricerca del sangue occulto fecale è un esame di laboratorio utilizzato per rilevare la presenza di piccole quantità di sangue nelle feci, non visibili a occhio nudo. È un test molto conosciuto perché viene impiegato nei programmi di screening del tumore del colon-retto, ma può essere richiesto anche in altri contesti clinici, per esempio quando il medico vuole indagare una possibile perdita di sangue dal tratto gastrointestinale. Il termine “occulto” indica proprio qualcosa che non si vede direttamente. Le feci possono apparire normali, senza tracce evidenti di sangue, ma contenere comunque quantità minime di emoglobina o derivati del sangue rilevabili con metodi di laboratorio. Per questo motivo il test ha un ruolo importante come esame di orientamento, soprattutto nella prevenzione e nella diagnosi precoce di alcune condizioni intestinali. Va però chiarito fin dall’inizio che la positività del sangue occulto fecale non significa automaticamente tumore. Può dipendere da diverse cause, alcune banali o benigne, altre meritevoli di approfondimento. Allo stesso modo, un risultato negativo riduce la probabilità di sanguinamenti rilevabili in quel momento, ma non esclude in assoluto la presenza di malattie intestinali.

Che cos’è il sangue occulto fecale

Il sangue occulto fecale è sangue presente nelle feci in quantità così piccole da non essere riconoscibile visivamente. Può provenire da diversi tratti dell’apparato digerente, anche se i test oggi più usati negli screening sono pensati soprattutto per rilevare sangue di origine intestinale, in particolare del colon-retto. Esistono diversi tipi di test. I metodi più tradizionali sono basati sulla reazione al guaiaco, una sostanza che cambia colore in presenza di componenti dell’emoglobina. Questi test possono risentire maggiormente di alcuni alimenti o farmaci e, in determinati casi, richiedono indicazioni preparatorie specifiche.

Oggi, nei programmi di screening, è molto utilizzato il test immunochimico fecale, spesso indicato con la sigla FIT. Questo metodo ricerca in modo più specifico l’emoglobina umana nelle feci e presenta il vantaggio di essere più mirato rispetto ai vecchi test chimici. In genere, il FIT non richiede restrizioni dietetiche particolari, ma è sempre necessario seguire le istruzioni fornite dal laboratorio o dal programma di screening. Il test non serve a vedere direttamente l’intestino, né a identificare la causa del sanguinamento. Rileva soltanto la possibile presenza di sangue. Per questo, quando il risultato è positivo, di solito sono necessari ulteriori accertamenti, spesso rappresentati dalla colonscopia, secondo valutazione medica o percorso di screening.

Su quale campione si esegue

La ricerca del sangue occulto fecale si esegue su un campione di feci. La raccolta viene effettuata generalmente a casa, utilizzando un apposito contenitore o kit fornito dal laboratorio, dalla farmacia aderente o dal programma di screening. Il campione deve essere raccolto seguendo attentamente le istruzioni ricevute. È importante evitare contaminazioni con urine, acqua del WC o altre sostanze, perché una raccolta non corretta può compromettere l’affidabilità del risultato. In alcuni test può essere richiesto un solo campione, mentre in altri casi possono essere necessari più campioni raccolti in giorni diversi.

Nei programmi di screening organizzati, il kit contiene di solito una provetta o un dispositivo specifico per prelevare una piccola quantità di feci. Dopo la raccolta, il campione deve essere conservato e consegnato secondo le modalità indicate, rispettando tempi e condizioni di trasporto. In presenza di mestruazioni, sanguinamento emorroidario evidente, diarrea intensa o altre condizioni che possono interferire con la raccolta, può essere opportuno chiedere indicazioni al medico, al laboratorio o al centro screening prima di eseguire il test. Non bisogna sospendere farmaci di propria iniziativa: eventuali indicazioni su terapie, anticoagulanti, antiaggreganti o antinfiammatori devono essere valutate dal medico.

Perché è richiesta come indagine di laboratorio?

La ricerca del sangue occulto fecale viene richiesta soprattutto per individuare possibili sanguinamenti non evidenti del tratto gastrointestinale. Il suo utilizzo più noto è nello screening del tumore del colon-retto, dove il test permette di selezionare le persone che necessitano di un approfondimento diagnostico. Il razionale dello screening è semplice: alcuni polipi o tumori del colon-retto possono sanguinare in modo intermittente e in quantità minima, prima ancora di dare sintomi evidenti. Rilevare questo sangue può aiutare a intercettare situazioni che meritano ulteriori controlli. La diagnosi precoce, in ambito oncologico, è importante perché può aumentare le possibilità di trattamento tempestivo e, in alcuni casi, permettere l’identificazione di lesioni precancerose.

Il test può essere richiesto anche al di fuori dello screening, per esempio in presenza di anemia da carenza di ferro, sospetta perdita cronica di sangue, disturbi intestinali persistenti, modificazioni dell’alvo o altri elementi clinici che il medico ritiene meritevoli di approfondimento. È bene distinguere il test eseguito in un programma di screening da quello richiesto per un problema clinico specifico. Nello screening si valutano persone generalmente senza sintomi, appartenenti a una fascia di età definita. Quando invece sono presenti sintomi, anemia, perdita di peso, sangue visibile nelle feci, dolore addominale persistente o cambiamenti importanti dell’evacuazione, il percorso diagnostico può essere diverso e deve essere stabilito dal medico.

Interpretazione e valutazione

L’interpretazione del sangue occulto fecale spetta al medico curante, allo specialista o al centro screening, perché il risultato deve essere valutato insieme alla storia clinica, all’età, agli eventuali sintomi, ai farmaci assunti, alla presenza di anemia, alle condizioni intestinali note e agli altri esami eventualmente disponibili.

In linea generale, un risultato negativo indica che nel campione analizzato non è stata rilevata una quantità significativa di sangue secondo il metodo utilizzato. Questo è un dato rassicurante, soprattutto nei programmi di screening, ma non significa che il rischio sia nullo. Il sanguinamento può essere intermittente, alcune lesioni possono non sanguinare nel momento del test e nessun esame di screening è perfetto. Per questo è importante rispettare la periodicità indicata e non ignorare eventuali sintomi.

Un risultato positivo indica invece che nel campione è stata rilevata la presenza di sangue. Le possibili cause sono numerose: polipi intestinali, lesioni infiammatorie, diverticoli, emorroidi, ragadi, ulcere, malattie infiammatorie intestinali, sanguinamenti da altre sedi del tubo digerente o, in alcuni casi, tumori del colon-retto. La positività non identifica la causa: segnala che è necessario un approfondimento.

Nei programmi di screening del colon-retto, un test positivo viene normalmente seguito da una colonscopia di approfondimento, secondo il percorso organizzato dal servizio sanitario. La colonscopia permette di osservare direttamente la mucosa del colon e, quando indicato, di eseguire biopsie o rimuovere eventuali polipi. Un aspetto importante è non ripetere autonomamente il test per “controllare” una positività, sperando che un secondo risultato negativo la annulli. Se il test risulta positivo, il passaggio corretto è rivolgersi al medico o seguire le indicazioni del centro screening, perché il dato va chiarito con l’esame più adatto. La ricerca del sangue occulto fecale è quindi un esame semplice, non invasivo e molto utile come strumento di prevenzione e orientamento. La sua efficacia dipende però da due condizioni fondamentali: eseguire correttamente la raccolta e completare il percorso indicato in caso di risultato positivo.

Fonti principali consultate

  • Ministero della Salute, materiali sullo screening del cancro del colon-retto
  • Istituto Superiore di Sanità ed Epicentro, materiali su screening colorettale e sorveglianza
  • Centers for Disease Control and Prevention, materiali sullo screening del tumore colorettale e sui test fecali
  • National Cancer Institute, definizione e spiegazione del test al guaiaco per il sangue occulto fecale
  • American Cancer Society, materiali sui test di screening colorettale
  • Oxford Handbook of Clinical and Laboratory Investigation
  • Harrison’s Manual of Medicine; Manual of Laboratory Medicine

Last Updated on 6 giorni ago by Francesco Faraoni

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Francesco Faraoni

Laureato in Tecniche di Laboratorio Biomedico, è autore di contenuti divulgativi su salute, cultura scientifica, benessere e stili di vita.

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A cura di Francesco Faraoni

Content Writer e SEO Specialist, con formazione tecnico-scientifica e laurea in Tecniche di Laboratorio Biomedico.

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