PCR e VES: cosa rivelano gli esami dell’infiammazione

Avatar di Francesco Faraoni Francesco Faraoni3 ore ago22 min

Quando nel corpo è presente un’infezione, una lesione, una malattia autoimmune o un altro processo patologico, l’organismo può rispondere attivando l’infiammazione. L’infiammazione, di per sé, non è sempre qualcosa di negativo: è una risposta biologica di difesa, utile per proteggere i tessuti, eliminare agenti dannosi e favorire la riparazione. Tuttavia, quando è intensa, persistente o non adeguatamente controllata, può diventare un segnale da indagare. In medicina di laboratorio esistono alcuni esami molto utilizzati per orientare lo studio dei processi infiammatori. Tra questi, due dei più noti sono la PCR, cioè la Proteina C Reattiva, e la VES, cioè la Velocità di Eritrosedimentazione. Entrambi possono aumentare in presenza di infiammazione, ma non indicano da soli quale sia la causa precisa. Per questo motivo devono sempre essere interpretati insieme ai sintomi, alla visita medica e ad altri eventuali esami.

Che cos’è l’infiammazione?

L’infiammazione è una risposta del sistema immunitario a uno stimolo che l’organismo riconosce come dannoso o potenzialmente dannoso. Può essere provocata, per esempio, da infezioni, traumi, danni cellulari, malattie autoimmuni o irritazioni croniche. Nella forma acuta, l’infiammazione è una risposta rapida e adattativa dell’organismo a stimoli come infezioni o danni tissutali . In termini semplici, quando un tessuto viene danneggiato o “allertato”, alcune cellule immunitarie rilasciano mediatori chimici che richiamano altre cellule di difesa. Questo può determinare calore, rossore, gonfiore, dolore e perdita parziale della funzione nella zona interessata. Tuttavia, non tutte le infiammazioni sono visibili dall’esterno: alcune avvengono in profondità, a livello di organi, articolazioni, vasi sanguigni o tessuti interni. Dal punto di vista laboratoristico, l’infiammazione può modificare la concentrazione di alcune proteine nel sangue. Queste sostanze sono chiamate proteine della fase acuta. La loro produzione avviene soprattutto nel fegato e viene stimolata da molecole infiammatorie come l’interleuchina-6, ma anche da altri mediatori come IL-1 e TNF-alfa .

Che cos’è la PCR?

La PCR, o Proteina C Reattiva, è una proteina prodotta principalmente dal fegato. La sua concentrazione nel sangue aumenta quando nell’organismo è presente un processo infiammatorio. Il test della PCR misura quindi la quantità di questa proteina nel sangue e viene utilizzato come indicatore generale di infiammazione . La PCR è considerata un marcatore piuttosto sensibile della risposta infiammatoria acuta. Può aumentare in diverse condizioni, tra cui infezioni, malattie infiammatorie, traumi, interventi chirurgici, patologie autoimmuni e alcune condizioni croniche. Non è però un esame specifico: un valore alto segnala che “qualcosa” sta attivando una risposta infiammatoria, ma non dice automaticamente dove sia il problema o quale sia la diagnosi. Uno degli aspetti più utili della PCR è la sua rapidità di risposta. Dopo l’inizio di una risposta infiammatoria acuta, la PCR può aumentare entro 6-12 ore e raggiungere un picco nelle 24-48 ore successive, secondo quanto riportato da Mayo Clinic Laboratories . Questo la rende particolarmente utile quando il medico vuole seguire l’andamento di un’infezione o di un processo infiammatorio nel tempo.

Che cos’è la VES?

La VES, o Velocità di Eritrosedimentazione, è un esame che misura la velocità con cui i globuli rossi sedimentano, cioè scendono verso il fondo di una provetta, nell’arco di un’ora. Il risultato viene espresso in millimetri all’ora, indicati spesso come mm/h o mm/hr. Quando nel sangue aumentano alcune proteine legate all’infiammazione, i globuli rossi tendono ad aggregarsi più facilmente e a sedimentare più rapidamente. Una VES elevata può quindi indicare la presenza di un processo infiammatorio, ma anche in questo caso il dato non è specifico: non permette da solo di identificare la causa. MedlinePlus sottolinea infatti che una VES alterata può indicare una condizione associata a infiammazione, ma il test da solo non diagnostica quale malattia la stia provocando . La VES è un esame storico, ancora utilizzato, ma risente di molti fattori. Età, sesso, gravidanza, ciclo mestruale, anemia, obesità, alcune condizioni croniche e alcuni farmaci possono influenzarne il risultato .

PCR e VES sono la stessa cosa?

No. PCR e VES sono entrambe associate all’infiammazione, ma misurano fenomeni diversi. La PCR misura direttamente una proteina della fase acuta prodotta dal fegato in risposta all’infiammazione. La VES, invece, misura un comportamento fisico dei globuli rossi nella provetta, cioè la loro velocità di sedimentazione. Per questo motivo la PCR tende a essere più rapida nel salire e nel diminuire, mentre la VES può modificarsi più lentamente e rimanere alterata più a lungo anche dopo il miglioramento clinico. Secondo una revisione pubblicata su Australian Prescriber, la PCR è generalmente un indicatore migliore dell’infiammazione rispetto alla VES, perché è più sensibile e risponde più rapidamente ai cambiamenti dello stato infiammatorio . Anche Lab Tests Online UK segnala che la PCR tende a salire e scendere più rapidamente rispetto alla VES . Questo non significa che la VES sia inutile. In alcune condizioni croniche, reumatologiche o autoimmuni può ancora fornire informazioni utili, soprattutto se valutata nel tempo e insieme ad altri esami.

Quando possono essere prescritti PCR e VES?

Il medico può richiedere PCR e/o VES quando sospetta un’infiammazione, un’infezione o una malattia infiammatoria. Possono essere utili anche per monitorare l’andamento di una condizione già nota o la risposta a una terapia. In genere possono essere richieste in presenza di febbre persistente, dolori articolari, dolori muscolari, stanchezza importante, sospette infezioni, malattie autoimmuni, malattie reumatologiche, infiammazioni croniche o controlli successivi a una diagnosi già formulata. Mayo Clinic Laboratories indica la PCR come utile per rilevare processi infiammatori sistemici, infezioni e per valutare la risposta al trattamento antibiotico nelle infezioni batteriche . È importante però chiarire un punto: PCR e VES non sono esami “diagnostici” nel senso stretto del termine. Sono esami di orientamento. Un valore alto non significa automaticamente una malattia grave, così come un valore normale non esclude sempre ogni problema. Il significato dipende dal contesto clinico.

Quali sono i valori normali della PCR?

I valori di riferimento possono variare in base al laboratorio, alla metodica utilizzata e al tipo di test. In molte realtà, una PCR inferiore a 5 mg/L viene considerata nel range di riferimento per l’adulto. Mayo Clinic Laboratories indica infatti, per la PCR sierica, un valore di riferimento inferiore a 5,0 mg/L . Altre fonti, come Mayo Clinic, riportano che risultati uguali o superiori a 8 o 10 mg/L sono generalmente considerati elevati, precisando però che gli intervalli possono variare a seconda del laboratorio . Per questo motivo, nell’interpretazione pratica, è sempre necessario leggere il valore insieme all’intervallo di riferimento riportato sul proprio referto.

Quali sono i valori normali della VES?

Anche per la VES non esiste un unico valore valido per tutti. I valori variano in base a età e sesso. La Cleveland Clinic riporta, come riferimento generale, valori inferiori a 15 mm/h negli uomini sotto i 50 anni, inferiori a 20 mm/h negli uomini sopra i 50 anni, inferiori a 20 mm/h nelle donne sotto i 50 anni e inferiori a 30 mm/h nelle donne sopra i 50 anni . Tuttavia, questi valori devono essere considerati orientativi. Ogni laboratorio può adottare intervalli propri e il medico interpreta il risultato in base al quadro generale del paziente.

Come si eseguono questi esami?

PCR e VES vengono eseguite su un campione di sangue venoso, generalmente prelevato da una vena del braccio. La PCR viene misurata nel siero o nel plasma attraverso metodiche di laboratorio che quantificano la concentrazione della proteina. La VES viene invece valutata osservando la sedimentazione degli eritrociti in un determinato intervallo di tempo. Sono esami semplici per il paziente, ma il loro significato clinico richiede attenzione. Il dato numerico, da solo, non deve essere usato per trarre conclusioni autonome.

Serve il digiuno?

In genere, per PCR e VES non è sempre necessario il digiuno, salvo diversa indicazione del medico o del laboratorio. Tuttavia, se gli esami vengono richiesti insieme ad altri parametri, come glicemia, profilo lipidico o altri test biochimici, potrebbe essere necessario presentarsi a digiuno. La preparazione corretta dipende quindi dal pacchetto di analisi prescritto. È sempre consigliabile seguire le indicazioni del laboratorio e informare il medico riguardo farmaci, integratori, gravidanza, condizioni note o eventi recenti come infezioni, traumi o interventi.

Cosa significa avere PCR alta?

Una PCR alta indica che nell’organismo è presente una risposta infiammatoria, ma non identifica da sola la causa. Può aumentare in caso di infezioni batteriche o virali, malattie autoimmuni, traumi, ustioni, interventi chirurgici, infiammazioni intestinali, malattie reumatologiche e altre condizioni. Valori molto elevati possono essere associati a stimoli infiammatori importanti. Mayo Clinic Laboratories segnala che concentrazioni superiori a 100 mg/L sono associate a stimoli severi come traumi maggiori o infezioni gravi, inclusa la sepsi . Anche in questo caso, però, il dato deve essere valutato dal medico in relazione al quadro clinico.

Cosa significa avere VES alta?

Una VES alta indica che i globuli rossi sedimentano più rapidamente del previsto. Questo può accadere in presenza di infiammazione, infezioni, malattie autoimmuni, alcune neoplasie, anemia o altre condizioni che modificano le proteine plasmatiche e le caratteristiche del sangue. La VES può essere meno immediata della PCR nel segnalare cambiamenti acuti. Può rimanere elevata più a lungo e può essere influenzata da fattori non necessariamente legati a una nuova infiammazione. Per questo motivo il suo significato è spesso più utile se confrontato con altri esami e con l’evoluzione nel tempo.

PCR normale e VES alta: è possibile?

Sì, è possibile. PCR e VES non sempre si muovono nello stesso modo. La PCR può normalizzarsi più rapidamente, mentre la VES può rimanere elevata più a lungo. In altri casi la VES può essere influenzata da età, anemia, gravidanza o altre condizioni. Per questo motivo risultati discordanti non devono essere interpretati in modo automatico. Può accadere anche il contrario: PCR elevata e VES normale. La valutazione spetta sempre al medico, che può decidere se approfondire con altri esami.

Conclusione

La PCR e la VES sono due esami molto utilizzati per valutare la presenza di infiammazione. La PCR misura una proteina prodotta dal fegato in risposta a uno stimolo infiammatorio e tende a modificarsi rapidamente. La VES misura invece la velocità con cui i globuli rossi sedimentano in provetta ed è un indicatore più indiretto, influenzato anche da età, sesso e altre condizioni. Entrambi gli esami possono essere utili, ma devono essere interpretati con prudenza. Un valore alterato non equivale automaticamente a una diagnosi, così come un valore normale non sostituisce la valutazione medica. Per questo motivo PCR e VES sono da considerare strumenti di orientamento laboratoristico, utili quando inseriti in un percorso clinico guidato dal medico.

Fonti principali consultate

MedlinePlus, Erythrocyte Sedimentation Rate ESR. (LINK)
Mayo Clinic, C-reactive protein test. (LINK)
Cleveland Clinic, C-Reactive Protein CRP Test. (LINK)
Cleveland Clinic, Sedimentation Rate ESR. (LINK)
NCBI Bookshelf, StatPearls, Acute Inflammatory Response. (LINK)
Harrison M., Erythrocyte sedimentation rate and C-reactive protein, Australian Prescriber, 2015. (LINK)
Lab Tests Online UK, C-Reactive Protein CRP. (LINK)

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Francesco Faraoni

Laureato in Tecniche di Laboratorio Biomedico, si occupa di contenuti di approfondimento in ambito tecnico-sanitario e di cultura del benessere, con finalità divulgative e informative rivolte al lettore. 𝐀𝐯𝐯𝐞𝐫𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 - 𝐼 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑒𝑛𝑢𝑡𝑖 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑙𝑖𝑡𝑎̀ 𝑒𝑠𝑐𝑙𝑢𝑠𝑖𝑣𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑢𝑙𝑔𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒 𝑒 𝑜𝑟𝑖𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑖𝑣𝑒. 𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑟𝑒𝑟𝑒, 𝑙𝑎 𝑑𝑖𝑎𝑔𝑛𝑜𝑠𝑖 𝑜 𝑖𝑙 𝑡𝑟𝑎𝑡𝑡𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑚𝑒𝑑𝑖𝑐𝑜 𝑜 𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖𝑠𝑡𝑎 𝑠𝑎𝑛𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜.

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